Lo svezzamento

La corretta alimentazione del bambino parte da un momento estremamente delicato per te e il tuo piccolo: lo svezzamento o divezzamento. Letteralmente il significato del termine è “levare il vizio”, e il vizio in questione è quello di succhiare il latte materno. Il termine “svezzare” definisce quindi il momento dell’alimentazione del bambino in cui si passa da una dieta completamente composta da latte (materno o artificiale), all’assunzione graduale di cibi via via più solidi. È un passo molto importante e delicato, da affrontare con tranquillità e secondo i consigli del proprio pediatra.

L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che l’alimentazione del neonato può essere costituita solo da latte materno fino al 6° mese di vita. In generale, lo svezzamento comincia tra il 4° e il 6° mese, ma non può cominciare prima del 120° giorno di vita del neonato. Iniziare lo svezzamento prima o dopo questi limiti può creare infatti molti problemi alle abitudini alimentari del piccolo.

Lo svezzamento si rende necessario nell’alimentazione del bambino in quanto arriva un momento in cui il latte materno non basta più a soddisfare il suo fabbisogno energetico: è importante fornire a questo organismo in piena e rapidissima evoluzione alcuni principi nutritivi, in particolare il ferro, che sono piuttosto scarsi nel latte materno. A questi bisogni fisiologici si aggiunge il fatto che lo sviluppo neuromuscolare del bambino gli permette ora di deglutire cibi più consistenti.


Lo svezzamento prevede alcune tappe fondamentali, che variano però ovviamente a seconda delle condizioni di salute e delle preferenze del bambino, ma anche in base a criteri di praticità, di esperienza, di fantasia e di gusto personale, di tradizioni familiari, di usanze regionali. In generale le tappe dello svezzamento sono:

- La prima pappa (dal 4° al 6° mese)
- La seconda pappa (dal 5° al 7° mese)


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