L’allattamento
Il latte materno è un alimento completo, che cambia continuamente composizione in base alle esigenze del neonato.
Inizialmente, subito dopo il parto, il latte materno assume il nome “colostro” ed è molto ricco e cremoso, di colore giallo. Verso il terzo giorno si trasforma gradualmente in “latte di transizione”, acquoso e biancastro, che serve per preparare il bambino al “latte definitivo”, che arriverà entro qualche settimana.
Il 96% delle mamme è perfettamente in grado di allattare al seno. Tuttavia il numero di donne che rinunciano all’allattamento dopo 4-6 settimane dal parto rimane alto. Spesso le neo mamme si sentono schiacciate dal peso di ansie e insicurezze, dal dubbio di non essere in grado di nutrire la proprio creatura.
In realtà l’allattamento al seno è fondamentale per l’alimentazione del tuo bambino: se viene allattato naturalmente, il piccolo è aiutato a combattere gastroenteriti, infezioni delle vie urinarie, tosse, raffreddore; sviluppa in modo ottimale il sistema nervoso e la vista; è maggiormente protetto da malattie allergiche quali celiachia, dermatite, asma e da tumori infantili; inoltre, più a lungo lo allatti, più si allontana il rischio che crescendo diventi obeso. Perciò non stupisce il fatto che i pediatri suggeriscano di allattare per tutti i primi 12 mesi di vita, anche dopo lo svezzamento.
Sicuramente, dunque, il latte materno è l’alimento ideale per un neonato. Spesso però può accadere che, per carenza di latte o per necessità esterne, che possono essere varie e legate ad elementi indipendenti dalla volontà della mamma, si debba far ricorso a latte artificiale. Quest’ultimo è prodotto a partire dal latte vaccino impoverito da alcune componenti e arricchito da altre, per renderlo adatto ad ogni fase dello sviluppo del bambino: esistono pertanto vari tipi di latte artificiale, che è definito in generale con il termine tecnico latte formulato.